Lo sciopero della scuola pugliese è dunque indetto per la prima ora di lunedì 22 febbraio, un segnale nel primo giorno di scadenza dell’ultima ordinanza del Presidente della Regione Puglia, Michele EMILIANO, che concede alle famiglie la possibilità di scegliere tra le lezioni in presenza o a distanza

Un’ora di sciopero contro la “scuola on demand”, prevista per lunedì 22 febbraio 2021 indetta dai segretari regionali di SNALS Confsal (Chiara De Bernardo), Flc CGIL (Claudio Menga), CISL Scuola (Roberto Calienno), UIL Scuola (Giovanni Verga), GILDA (Francesco Capacchione), ANIEF (Pasquale Spinelli) e ANP (Roberto Romito)

In una conferenza stampa organizzata per venerdì 12 febbraio 2021, i sindacati illustreranno la piattaforma rivendicativa e le motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero per tutto il personale scolastico (Dirigenti, Docenti, personale ATA).

I segretari regionali dei sindacati ricordano le ragioni e il disagio manifestato da tutta la scuola pugliese in merito alle ordinanze del presidente Emiliano e invieranno al premier incaricato Mario Draghi una lettera.

Da mesi i sindacati SNALS, Flc-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, GILDA, ANIEF e Anp si dicono contrari alla scelta data alle famiglie di optare per la didattica a distanza o in presenza, inserita (unica in Italia) nelle ordinanze regionali.

La didattica digitale integrata, con parte degli studenti a casa e altri a scuola sulla base delle decisioni delle famiglie, è complessa da organizzare e spesso inefficace e continuare a proporla sta mettendo in affanno le scuole.

La richiesta è quella di applicare il DPCM, a maggior ragione visto che la Puglia torna a essere in zona gialla, con il rientro del primo ciclo tutto in presenza e delle superiori almeno al 50 per cento, contestualmente all’attivazione del piano di potenziamento dei trasporti e di sicurezza nelle scuole.

Lo sciopero sembra essere un segnale chiaro nei confronti del Presidente Emiliano, che entro il 20 febbraio dovrà decidere se firmare una nuova ordinanza o ripristinare il DPCM, come chiesto dai sindacati.