Mentre il Governo con il nuovo DPCM ha confermato la ripresa delle attività didattiche delle scuole superiori con una percentuale minima del 50%, le Regioni procedono in ordine sparso usando criteri per la ripresa delle attività didattiche estremamente differenziati e adottando misure di prevenzione diverse, che disorientano alunni, personale e famiglie

Il problema dei trasporti e le inefficienze del sistema di tracciamento si riversano sulle scuole con indicazioni operative che dettano disposizioni per ingressi differenziati mettendo a dura prova le loro capacità organizzative.

Tra l’altro le scuole son già da mesi alle prese con prospettive di ripresa che vengono ogni volta riviste rendendo vani i provvedimenti di chiusura già presi.

La scuola avverte sempre di più la mancanza di indicazioni chiare e univoche, sia sul piano nazionale che su quello locale. Non c’è tempo per discussioni sui limiti dell’autonomia differenziata. Sarà ovviamente il caso, dopo la fine dell’emergenza, di ripensare agli assetti attuali dello Stato e delle Autonomie.
Adesso occorre dare indicazioni che possano essere valide e soprattutto vincolanti per tutto il territorio nazionale in ragione delle specifiche situazioni epidemiologiche.
A tal riguardo occorre che i criteri di valutazione del rischio siano definiti a livello nazionale su base scientifica e non con rilevazioni empiriche, per diventare effettivamente vincolanti sul piano pratico. La scuola non può più aspettare perché crede nella sua funzione e auspica che chi la guidi faccia altrettanto.

Roma, 21/01/2021

Il Segretario Generale

(Elvira Serafini)