Il Ministero dell’Istruzione ha avviato un’indagine sulle modalità di realizzazione e svolgimento della didattica a distanza da parte delle istituzioni scolastiche. L’indagine dovrà essere compilata entro e non oltre il 18 marzo 2020


… ma a chi giova, a che giova …

“In tempi normali” il Ministero impone alle scuole numerose incombenze burocratiche! L’ultima in ordine di tempo è stata lo svolgimento delle pratiche pensionistiche sull’applicativo Nuova PassWeb dell’Inps.
Per non parlare degli adempimenti sulla trasmissione dei dati vaccinali degli alunni forniti dai genitori, degli adempimenti relativi alle misure minime per la sicurezza dei dati informatici, adempimenti relativi a  tracciabilità, CIG, Consip, Mepa, Sidi, gestione dei PON, ecc.

“Nel tempo del coronavirus” l’abitudine del Ministero di imporre alle scuole molestie burocratiche non cambia, anzi il Coronavirus diventa fonte di una ulteriore incombenza burocratica. Sì, è solo pura e semplice burocrazia monitorare l’azione delle scuole sulle attività di didattica a distanza attuate dalle scuole, soprattutto in questo difficile periodo.

A chi giova e a che giova sapere se le scuole hanno adottato la piattaforma Google Suite, Office 365 Educational, Moodle o altro? A chi giova e a che giova sapere se sia necessario l’utilizzo di più piattaforme o di un’unica piattaforma a livello di Istituto? A chi giova e a che giova sapere se le scuole hanno dato o ricevuto forme di collaborazione con altre scuole?

Con la probabile e auspicata chiusura totale delle scuole, questo monitoraggio, richiesto entro e non oltre il 18 marzo, dovrà essere procrastinato, anche perché tutte le informazioni richieste sono difficili e pressoché impossibili da fornire, in una situazione di incertezze e sperimentazioni nate in emergenza.

IL QUESTIONARIO

La pagina web del Ministero

(articolo di Carmelo NESTA pubblicato sul sito dello SNALS di Brindisi)