Sent. Corte Costituzionale n. 70/2015 – Illegittimità costituzionale dell’art. 24, c.25, del DL n. 201/2011 convertito, con modificazioni, dall’art. 1, c.1, della L. 22/12/2001, n. 214 (disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici) – DL 21/5/2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, ammortizzatori sociali e di garanzie TFR
A prescindere da coloro che percepiscono trattamenti pensionistici di importo complessivo non superiore a tre volte il trattamento minimo INPS (per i quali la rivalutazione è confermata in misura intera), il decreto legge prevede la restituzione di una modesta (se non modestissima) parte delle somme non corrisposte (c.d. Bonus o una tantum) relative agli anni 2012/2013, con una valorizzazione che varia dal 40{246e531ad6b84cc3e8929e630e742650442ed6602e5e60a193727362545c0754}, al 20{246e531ad6b84cc3e8929e630e742650442ed6602e5e60a193727362545c0754}, al 10{246e531ad6b84cc3e8929e630e742650442ed6602e5e60a193727362545c0754} della rivalutazione congelata, in ragione di quante volte i trattamenti pensionistici in godimento eccedano quello minimo INPS -nessuna rivalutazione è riconosciuta per coloro che percepiscono trattamenti pensionistici superiori a sei volte il trattamento minimo INPS- (percentuali di rivalutazione ridotte al 20{246e531ad6b84cc3e8929e630e742650442ed6602e5e60a193727362545c0754} per gli anni 2014/2015 e al 50{246e531ad6b84cc3e8929e630e742650442ed6602e5e60a193727362545c0754} per l’anno 2016)
L’Ufficio Legale Confsal ha in corso di studio una iniziativa giudiziaria destinata ai soggetti titolari dei trattamenti pensionistici superiori a tre volte il minimo INPS, con percentuali di perequazione decisamente irrisorie, ed irrispettose dei diritti fondamentali dei pensionati (Nota ULN Prot. n.95/MPN/MM/UL del 17 giugno 2015)